La città nei giardini

Cambiamento di rotta

Il nostro piano originale prevedeva di visitare il Laos quale meta successiva ad Hong Kong. In particolare avremmo voluto passare per le città di Luang Prabang e Vang Vieng in cui, tra le altre cose, avremmo anche voluto fare un giro in mongolfiera!

Il biglietto aereo per il Laos costava davvero tanto (sia partendo da HK che da Hanoi), probabilmente per il periodo del capodanno Cinese. Per questo motivo e per la meteo non ottimale prevista per le città menzionate, abbiamo radicalmente cambiato i nostri progetti, decidendo infine di volare fino a Singapore e di risalire la costa malesiana fino ad arrivare in Thailandia, la nostra destinazione finale.

Da un giorno all’altro abbiamo prenotato l’aereo e abbiamo iniziato ad informarci sulle nuove destinazioni da esplorare a noi ancora sconosciute.

Capsule

La nostra sistemazione è stata inusuale! Un dormitorio contenente una serie di letti-capsula di 3mq

Una bella sorpresa

Singapore ci è subito parsa una città bellissima! Come già ci aveva accennato un’amica di Giada, Singapore assomiglia molto alla Svizzera per quanto riguarda la pulizia, il benessere, l’organizzazione, il cibo, i trasporti e i costumi, i costi (purtroppo),… però molto più grande!

A differenza di HK la città di Singapore ci è sembrata molto più vivibile ed equilibrata per quel che riguarda la coesistenza di costruzioni e natura. Ogni strada infatti era costeggiata da alberi, parchi e piante; i molti edifici imponenti non davano l’impressione di soffocarti.

Nel cuore della città si trova il parco Gardens by the Bay: un grande giardino botanico che, oltre a presentare un enorme quantità di alberi e fiori di diverse speci, fonde diverse strutture artificiali con il paesaggio naturale con perfetta armonia. Il parco copre infatti un importante ruolo nel progetto che prevede di trasformare la città di Singapore in una città tra i giardini.

All’interno del parco si stagliano i famosi supertrees: strutture a forma di albero sulle quali, lentamente, crescono dei rampicanti e che ogni sera si illuminano di mille colori.

Acquario

Sull’isola di Sentosa c’è l’acquario con una delle vetrate più grandi al mondo (36m di larghezza). Quanti squali!! Non ne avevamo mai visti così tanti in un’unica vasca!

Pesci colorati (c’erano anche Nemo e Dori), meduse di vario genere, rane velenose, razze, granchi giganti e coralli fluorescenti! Che spettacolo!! Altro che l’acquarietto di Genova.. 😉

Cloud forest

All’interno del Gardens by the Bay si trovano due serre dentro le quali, grazie ad un controllo della temperatura e dell’umidità, vengono conservate diverse speci di alberi e fiori.

Nella prima serra, viene artificialmente conservata una “Cloud forest“, ovvero una foresta molto umida che è normalmente coperta da una cortina di nuvole a bassa quota. Per mantenere una temperatura simile a quella in cui si troverebbe questo ecosistema, l’intera serra è raffreddata artificialmente ad una temperatura di 15 °C circa.

Una montagna artificiale fungeva da base per l’enorme quantità di specie di piante all’interno della serra, e una cascata rendeva il tutto ancora più incredibile! Sembrava di passeggiare attraverso un mondo fantastico 😄.

Arte e tecnologia

La nostra visita all’ArtScience Museum è stata un’esperienza molto interessante. Le opere qui esposte erano un ibrido tra tecnologia ed arte. Un mare astratto animato e proiettato su uno schermo a 180°, una cascata di cristalli, migliaia di lucine organizzate su una griglia 3D che si illuminavano creando delle forme dinamiche, attività interattive e molto altro.

Sebbene non siamo amanti dei musei, essendo unico nella sua specie, questo ci ha affascinati entrambi!

Light shows

Abbiamo assistito a due spettacoli di luce. Il primo all’interno del Gardens by the Bay dove i supertrees si illuminavano a tempo di musica donando a tutto il parco un’atmosfera magica. Eravamo tutti sdraiati per terra con gli occhi rivolti al cielo ad ammirare lo spettacolo. Il secondo sulle rive del mare, caratterizzato da una suggestiva coreografia di acqua, luci e musica.

Le città nella città

Oltre al centro finanziario della città, siamo passati più volte per i quartieri Little India e Arab street. Più che quartieri, queste zone sembravano delle vere e proprie città poiché prettamente popolate da indiani e arabi rispettivamente. Uscendo dalla metropolitana a queste fermate siamo stati proiettati in una realtà a se stante: gli annunci audio della metro, i cartelloni pubblicitari, i ristoranti e i negozi erano adeguati alla lingua/stile del quartiere. A Little India c’era un “centro commerciale” chiamato Mustafa costituito molteplici edifici a più piani collegati tra loro da ponti e corridoi sospesi, aperto 24h che avrebbe fatto invidia perfino alla borsa di Mary Poppins: cibo, vestiti, attrezzi da giardino, cose per la casa, accessori, farmacia, libri, di ogni marca e gusto, perfino bustine di Ovomaltina.. Insomma soddisfava le esigenze di chiunque!

Lascia un commento anche tu :)